>UNA PICCOLA REGOLA PER I LETTORI: Invitiamo tutti i gentili lettori che commentano nei post, di servirsi di nomi reali o fittizi purché vi distinguiate tra di voi, rendendo così i commenti più comprensibili.




giovedì 9 giugno 2011

La Scheda: ANGELA RIVALTA

Nome: Angela
Cognome: Rivalta
Ruolo: Psicologa (st.1-2)
Interprete: Carlotta Natoli

Angela Rivalta è la psicologa della ASL in appoggio al X Tuscolano. E’ sposata con il vicecommissario Roberto Ardenzi. Nel 2000 vive un anno travagliato tra crisi con il marito, dovute a desideri che nella coppia non coincidono, e problemi di salute: infatti Angela desidererebbe tantissimo un figlio da Roberto, ma quest’ultimo, preso dalla tesi che sta per conseguire, non si sente pronto per questo passo. La situazione peggiora quando la Rivalta scopre di essere a serio rischio di sterilità. L’anno si conclude nel migliore dei modi: Angela e Roberto ritrovano l’armonia di coppia e riescono a concepire una figlia, Maura, il cui nome si ispira al loro amico fraterno Mauro Belli. Nel 2001 è molto impegnata: accudisce la figlia e spesso è chiamata a risolvere casi molto complicati. Il caso che rappresenta un punto fondamentale della sua storia lo si può identificare in Ferdinando Monti: infatti proprio cercando di aiutare costui che ha intenzioni di lanciarsi dalla cima di un palazzo che Angela perde la vita. Nel 2002 l’ispettore Mauro Belli e il nuovo commissario Giulia Corsi scoprono che la morte della Rivalta non fu un incidente ma un vero e proprio omicidio, commesso dalla sorella di Monti, Carla, che l’avrebbe spinta dal parapetto del terrazzo per farla cadere. Carla uccide Angela per timore che il fratello gli rivelasse l’omicidio della moglie Lucia, che Carla commise precedentemente. Roberto riuscirà a catturare la Monti, vendicando così la morte della moglie.

Gius

mercoledì 8 giugno 2011

Gli antagonisti in DISTRETTO DI POLIZIA




Se è vero che personaggi come Mauro, Roberto, Luca, Anna, Giulia, Paolo, per non parlare dei mitici Ingargiola, Vittoria, Parmesan e Ugo sono ormai vere e proprie icone riconoscibilissime dalla gente, è altrettanto vero che Distretto ha una miriade di altri personaggi che alla pari dei principali hanno toccato i cuori della gente. E non si tratta solo di agenti, famigliari, persone che ruotano attorno al Decimo Tuscolano: anzi, spesso si tratta proprio dei cattivi, i nemici, gli antagonisti.

Se la prima stagione non prevedeva un nemico vero e proprio in senso fisico, dalla seconda stagione, saltando la quinta, il ruolo degli antagonisti si è fatto sempre più articolato: chi spietato totalmente, chi vittima della sua follia; chi ambiguo, chi di cuore.
Certo nessuno può dimenticare il traditore del primo capitolo, Arturo Stasi, o i due killer di mafia che stendono Nina, Manrico e Livia. Però se all’epoca il Male era un’entità ancora non ben definita, è con Vito Tonnara che si fa carne per trasformarsi in nemesi di uno o più protagonisti.
Se Tonnara ha potuto contare sull’aiuto (assolutamente obbligato…) di Saro e Borsello, nella storia di Distretto di Polizia solo UN nemico è sempre stato da solo, contro tutto e contro tutti. Una donna sola con la sua follia, col suo universo dove poteva accedere solamente suo fratello, sola nella sua contrapposizione col commissario Corsi: Carla Monti, l’assassina di Angela, preda e cacciatrice nell’indagine che coinvolge Ardenzi nella stagione 3.
E se in questo capitolo il commissario ha dovuto “spartirsi” l’antagonista con Roberto, che era il più deciso a prendere Carla Monti, in Distretto di Polizia 4 il nemico è tutto per Giulia Corsi, colpendo sempre e solo lei negli affetti più cari.
E’ il nemico più subdolo e pericoloso, fatto di diversi traditori e di molteplici giochi sporchi. Pietro De Santis, Ira Droscorcic e Luigi Greco sono il fumoso tris d’assi che il X° deve affrontare. Il primo e l’ultimo hanno già fatto fuori i genitori di Giulia; il secondo, a onor del vero vittima anch’egli, è l’assassino materiale di Paolo Libero.

La quinta lunga indagine, pur prevedendo come traditore una persona molto legata alla Corsi, punta più sulla voglia di giustizia di Mauro, che per un breve periodo finisce persino in prigione, incastrato da un complotto. Come in Distretto 1, qui non c’è un vero e proprio nemico fisico, ma si combatte l’ecomafia come fosse un’entità indistinta. Peraltro, gli esponenti della stessa non verranno mai presi.
Al Decimo si contrappongono solo un vecchio militare corrotto che fa affari con l’ecomafia, Maurizio Sarpi, e la talpa, Marco Altieri. Con qualche uomo a fare da braccio armato per le scorribande: Antonella Oriani e Giuseppe Castaldo.

Come tutti sapranno, la sesta stagione è quella che segna la scomparsa (non si sa se effettiva) di uno dei protagonisti più amati. L’indagine coinvolge, con uno schema simile a Distretto 4, Ardenzi. Doppiamente.
C’è un conto in sospeso dal passato, che viene esasperato nel presente: la sfida con Cesare Carrano, suo figlio Ruggero, e gli scagnozzi Patriarca e Maiorca diventa voglia di giustizia, o forse vendetta, quando Patriarca uccide Mauro.

Il nemico della settima stagione è la perfetta nemesi del nuovo commissario. Vincenzo Neri e Marcello Fontana arrivano a “litigarsi” la figlia del primo, Nina Neri, come in un gioco mortale: il boss Neri arriverà a dire al commissario che, dopo la di lei morte, non è più sua figlia ma figlia di Fontana.
In questo caso, come sempre successo tranne nelle st. 2/3 e 8, non è il nemico primo a uccidere personalmente uno dei protagonisti “buoni”. Infatti anche in Distretto 7 si è potuto contare su una serie di traditori (Corradi e Walter, gli assassini materiali), tirapiedi (Morace) e grandi burattinai (Mantovani).

Se Carla Monti finora era stata l’unica cattiva principale ad essersi macchiata del delitto che segna o l’inizio o la tragica metà di un’indagine, nell’ottava stagione c’è Valerio Flaviano che personalmente (anche se verrà fatto credere altro fino a poche puntate dalla fine) uccide un comprimario. Accanto a lui suo fratello, sottomesso ma altrettanto crudele. E con loro lo sprovveduto fratello di Elena Argenti. Questo il trio principale di nemici, anche se Distretto 8 prevedeva anche un’altra pista, quella della cosca camorrista di Gerace, che confluiva assieme all’altra nell’affare del coltan con il trafficante Kruger.
Valerio e Giulio Flaviano sono stati indubbiamente i cattivi preferiti dalle telespettatrici, e non solo. Forse non i più intriganti né i più complessi a livello di caratterizzazione, ma la loro cinica intraprendenza, il loro non fermarsi mai davanti a niente, e la loro spietatezza hanno saputo trasformarli in veri e propri idoli.

Più si va avanti più si alza il tiro, sull’appeal del nemico. Evidentemente il fascino del Male è irresistibile, ma Distretto 9 si spinge oltre, fino a proporre un cattivo che ha anche qualcosa in più. Se Pavel e Nadja sono antagonisti e basta, alla stregua di tutti i precedenti nemici, Dorian ha dalla sua un fascino diabolico, ambiguo: fino alla fine non si sa da che parte stia, anzi forse potrebbe addirittura essere un infiltrato. Ma alla fine si rivela per quel che è: un criminale borderline, che si è appoggiato alla mafia e ha usato il suo amico per ottenere quel che voleva. E ha usato anche Nadja rimanendone però vittima. Ma precisiamo: Dorian è morto ucciso da Nadja, ma si era già delineato un fatale destino incombente, ed è morto da innamorato.

La stagione 10 vede la riapertura di un caso molto sentito dal pubblico: quello sulla morte di Paolo. De Santis e Ira Droscorcic erano già out, solo che si viene a sapere che ai tempi c’era un misterioso avvocato, Luigi Balsamo, che finanziava l’organizzazione ed è il responsabile dell’omicidio di Libero.
Inoltre, adesso, questo avvocato è intermediario tra una famiglia mafiosa, i Serao guidati dal boss Carmine, e un gruppo di spacciatori romani con a capo Remo Damiani, amico intimo di Luca.
Insomma: doppio nemico per due indagini apparentemente distinte che convergono in una terza pista.
Molti gli antagonisti: Remo con Oscar e Diego; Balsamo col suo scagnozzo Ettore; infine Serao.
Se Balsamo incarna il marionettista nell’ombra, cattivo tout-court, è Remo a fare da nemesi al commissario Benvenuto. Anche in questo caso, però, il suo personaggio è costruito in modo da poter essere considerato alla stregua dei protagonisti principali, tanto che sul finale si ravvede e muore per salvare il suo migliore amico.

In attesa di scoprire il nemico della st. 11, e di capire se sarà un solitario deliquente, o un boss di qualche cartello criminale, o ancora un esponente di organizzazioni mafiose, ecco a voi uno schema che elenca tutti i principali nemici di Distretto di Polizia, il loro destino, e le loro malefatte.


Carmine Tonnara: uccise Ferdinando Scalise nella st. 1, muore in carcere per cause naturali nella st. 2;
Rosario Vinci: uccide Nina Moretti nella st.1, viene arrestato;
Arturo Stasi: complice della mafia e traditore, si suicida nella st.1;
Vito Tonnara: ucciso da Giovanna Scalise nella st.2;
Saro Giuncardi: ucciso da Vito Tonnara nella st. 2;
Carla Monti: uccise Angela Rivalta nella st.2, viene arrestata nella st.3;
Pietro De Santis: fece uccidere i coniugi Corsi, viene arrestato nella st. 4;
Luigi Greco: complice dell’omicidio dei coniugi Corsi, viene “suicidato” da Ira nella st. 4;
Ira Droscorcic: assassino materiale di Paolo Libero, viene ucciso da De Santis nella st. 4;
Marco Altieri: complice dell’ecomafia e traditore, viene arrestato nella st. 5;
Antonella Oriani: uccisa da Antonio Parmesan nella st.5;
Giuseppe Castaldo: ucciso da Maurizio Sarpi nella st.5;
Maurizio Sarpi: ucciso da Marco Altieri nella st.5;
Cesare Carrano: viene arrestato nella st. 6;
Ruggero Carrano: viene ucciso da Roberto Ardenzi nella st. 6;
Gregorio Patriarca: assassino di Mauro Belli, viene ucciso da Roberto Ardenzi nella st. 6;
Vincenzo Neri: ha fatto uccidere Nina Neri, viene ucciso da un killer della ‘ndrangheta nella st.7;
Avv. Mantovani: ispiratore dell’omicidio di Nina, e della morte di Neri, viene arrestato nella st.7;
Sebastiano Morace: si suicida non avendo più scampo, nella st.7;
Corradi: assassino materiale di Nina Neri, viene arrestato nella st.7;
Valerio Flaviano: assassino di Irene Valli e Marco Argenti, viene ucciso da Alessandro Berti nella st.8;
Giulio Flaviano: viene ucciso da Luca Benvenuto nella st. 8;
Marco Argenti: complice dei crimini dei Flaviano, viene ucciso da Valerio Flaviano nella st.8;
Luciano Gerace: viene ucciso dai Flaviano nella st. 8;
Kruger: viene arrestato nella st.8;
Dorian Laszlo: ucciso da Nadja nella st.9;
Pavel Musin: ucciso da Dorian nella st.9;
Nadja Rostova: arrestata nella st.9;
Mikail Popovich: ucciso da Pavel nella st.9;
Remo Damiani: ucciso da un sicario mafioso nella st.10;
Luigi Balsamo: ucciso da Giulia Corsi nella st.10;
Diego Infante: ucciso da Luca Benvenuto nella st.10;
Carmine Serao: arrestato nella st. 10

Moz -

lunedì 6 giugno 2011

La Scheda: WALTER MANRICO

Nome: Walter
Cognome: Manrico
Ruolo: Ispettore (st.1-2)
Interprete: Lorenzo Flaherty

Walter Manrico, prima dell’esperienza al X, fu poliziotto della Narcotici di Torino, dove conduceva una vita serena in compagnia della moglie in dolce attesa. Un giorno però i dottori diagnosticarono una malattia alla donna e informarono l’ispettore che non c’era più nulla da fare né per la moglie né per il figlio. E’ così che Walter cominciò a drogarsi, facilitato anche dalla professione che svolgeva. In seguito si trasferisce a Roma, al X, dove velocemente viene a conoscenza della zona e si accaparra molti informatori. Nel 2000 aiuta la Scalise nella lotta alla Mafia siciliana e, grazie al suo sostegno Walter riesce a disintossicarsi. Nel 2001 intraprende una storia d’amore con lo stesso commissario, proprio quando la Scalise dovrà fare i conti con la voglia di vendetta di Vito Tonnara.  Con l’arresto di Tonnara abbandona il X, insieme a Giovanna, con la quale concepisce un figlio, ritirandosi con la sua nuova famiglia ad una vita più tranquilla.

Gius

La formula vincente di DISTRETTO DI POLIZIA


Ci siamo già occupati sommariamente dello schema narrativo del telefilm. Uno schema strutturato su più livelli, che ingloba diversi generi e che anche tecnicamente prevede riprese differenti nel muovere la macchina da presa.
E’ ora di analizzare la cosa nel dettaglio.
L’intuizione geniale di Distretto di Polizia è quella di aver inserito all’interno della serie la “linea orizzontale”, ossia la lunga indagine che si conclude nell’ultima serata, e che solitamente vede coinvolti in prima persona o gli agenti del distretto, o loro diretti familiari e amici stretti.
E all’interno della quale è probabile che, o come imput iniziale, o come evento spartiacque, vi sia la morte di qualche protagonista.

Altra grande innovazione è stata quella di aver inserito ampie finestre sulla vita privata dei protagonisti. Pertanto, i personaggi ci risultano maggiormente umani e vicini, con le loro crisi coniugali, le litigi per chi deve usare il bagno, la crescita dei figli… insomma, la quotidianità.

Oltre a questi elementi, Distretto prevede che ci si occupi praticamente in ogni episodio di un “caso di puntata”, una piccola indagine tra il giallo e il nero da risolversi nell’arco dei 45/50 minuti.
Più raramente, il caso giallo si dipana per due episodi di seguito.
Inoltre, specie nelle stagioni centrali, era in uso affiancare al caso principale quello più blando, più comico, che non prevedesse rapine, omicidi, ostaggi, rapimenti e sangue, ma che puntava invece tutto più su piccole truffe, denunce, liti, tradimenti.

Se nella prima stagione il tutto non era ancora ben definito (il nemico era la mafia siciliana in generale, senza alcun esponente di spicco; i casi di puntata coinvolgevano tutti gli agenti, non per forza relegando Vittoria, Giuseppe, Ugo e Antonio al lavoro d’ufficio; il gran finale con la scoperta del traditore avviene nel penultimo episodio, mentre l’ultimo ha solo la conclusione ideale della faccenda), dal secondo capitolo le cose cominciano a farsi più nette: un antagonista principale ben delineato e la sua fine nell’ultimo episodio –che diventa privo dell’indagine di puntata per essere dedicato tutto esclusivamente al finale- ).

Di solito, come già detto, la lunga indagine parte per un evento che coinvolge direttamente il distretto.
Questo può essere successo nel passato remoto (la morte del marito della Scalise; la morte dei genitori di Giulia; il conto in sospeso tra Ardenzi e Carrano) o recente (la morte di Angela nella st. 2, che sembrava accidentale e invece vi era dietro un vero e proprio delitto; Fontana che protegge Nina; la riapertura del caso Paolo Libero), o che succede all’interno della stagione stessa (Tonnara che vuole vendicare il figlio; Germana che viene coinvolta in un intrigo; Irene che viene sparata; il conflitto a fuoco davanti al commissariato dove perde la vita Carlo).

Come si può notare, spesso l’incipit è molto forte e prevede quasi sempre un evento tragico in partenza, che coinvolge personaggi attuali. Questo tranne che nelle stagioni 1, 2, 4, 6, 7.
Infatti, quando l’inizio non colpisce negativamente nessun personaggio attuale, il colpo di scena viene inserito durante lo svolgersi della serie:  Nina Moretti perde la vita nella st.1, Angela nella 2, Paolo nella 4, Mauro nella 6, Nina Neri nella 7.
Non tutte le stagioni finora prodotte contengono un colpo di scena “sanguinoso”. I capitoli 3, 5, 9 e 10 non vedono morire infatti nessuno dei “buoni”, che siano poliziotti o loro familiari. Però la tensione è garantita ugualmente da eventi tristi che coinvolgono sempre i personaggi che lo spettatore ama: nella terza stagione una bomba al distretto ferisce degli agenti; nella quinta Mauro viene arrestato ingiustamente, così come la Corsi nella dieci; nella nove Anna è in costante pericolo a causa della sua missione da infiltrata.
Inoltre, da notare come nelle ultime due stagioni finora andate in onda, la 9 e la 10, anche uno dei cattivi di serie, il cui ruolo è “non troppo cattivo” oppure ambiguamente de core, o ancora pentito in corso, viene eliminato sul finale: sostanzialmente si tratta di personaggi forti, con una trama paritaria a quella dei protagonisti, e personalità a cui ti affezioni.
Probabilmente la bellezza a la complessità di personaggi come Dorian (st. 9) e Remo (st. 10) deriva dal successo raggiunto dai nemici della st. 8, i fratelli Flaviano.

Non è escluso che all’interno delle 12 o 13 serate possa comparire una sorta di sub-trama, una piccola ulteriore linea gialla che dura per pochi episodi e che coinvolge più direttamente altri personaggi che sono invece marginali nell’indagine principale della stagione: Angela e la questione del professor Monti nella st. 2; Anna e la doppia vita di Giorgio nella 7; il serial killer su cui indaga Barbara nella 10.
Nel primo caso è da segnalare che tale piccola storia ha fatto da apripista al vero e proprio giallo orizzontale della stagione successiva.

Chiudiamo parlando di finali. Distretto ha sempre avuto dei finali conclusivi per la storia trattata in quella determinata stagione (non c’è mai stato il rischio, finora, di arrivare alla fine e vedere che la cattura del nemico è rimandata a settembre), finali spesso celebrativi e che lasciano in sospeso solo piccoli dettagli quotidiani tanto per riprenderli con naturalezza in seguito.
Si vedano infatti la conclusione di Distretto 1, con l’inizio della storia d’amore tra Giovanna e Walter e il ricordo dell’anno trascorso; quello di Distretto 2, con la nascita del figlio del commissario; quello di Distretto 3, col matrimonio di Mauro; quello di Distretto 5, col matrimonio di Ugo; Distretto 6 con l’inaugurazione dell’aula dedicata a Belli; la stagione 7 con la riunione in ospedale da Vittoria; Distretto 8 con la partenza di Alessandro; la stagione 9 con l’addio di Anna e Lorenzo; la dieci con l’addio di Giulia.
In un paio di casi il finale è stato lasciato aperto, anche se con l'occhio verso storie diverse rispetto a quelle concluse: in Distretto 4 per esempio Roberto pare essere nei guai, e deve subire un processo; in Distretto 6 si lascia invece intendere che Mauro possa essere vivo.
Da notare che in entrambi i casi le vicende non sono continuate come sembrava dovevano essere, o non sono continuate ancora.
Nella stagione 5 appuriamo con una mezza frase che Roberto è stato assolto,  mentre di Mauro per ora ancora non v’è traccia, come tutti sappiamo.
Nonostante dal 2006 si rincorrano voci su voci, amici che sanno, amiche che han saputo, signori che han visto: Mauro non è mai tornato al X° Tuscolano, e anche quando la notizia del “non ci sarà” è ufficializzata dalla Taodue, le voci su di lui nascono sempre.
Evidentemente, come la linea gialla, come i casi A, quelli B e la vita privata, anche le voci sul ritorno di Mauro sono ormai una costante nello schema di Distretto di Polizia.

Moz-

sabato 4 giugno 2011

La Scheda: NINA MORETTI

Nome: Nina
Cognome: Moretti
Ruolo: Agente Scelto (st.1)
Interprete: Serena Bonanno

Nina Moretti è una giovanissima poliziotta, considerata quasi come una figlia dal veterano ed esperto poliziotto Antonio Parmesan e da sempre innamorata di Luca Benvenuto. L’agente subì la morte per overdose del fratello Davide Moretti e si è sempre portata dietro questa ferita ancora aperta. Infatti con l’arrivo del commissario Scalise, Nina si imbatte in un caso che la coinvolge particolarmente: un vecchio amico del fratello, Alfredo Verrecchia, è stato assalito da uno spacciatore, il Roscio, lo stesso spacciatore che vendette una dose di troppo a Davide. Fu così che il nuovo commissario riuscì a conoscere meglio l’agente Moretti, che in un primo momento non nutriva particolare amore nei confronti della Scalise. Con quest’indagine, Nina riesce a catturare lo spacciatore e a sbatterlo in galera. Placati gli animi e in seguito all’avviso di garanzia che vedeva la Scalise accusata di collusione con la Mafia, la giovane poliziotta comincia a cambiare idea sul nuovo commissario, tanto da partecipare alla scorta segreta che la squadra aveva organizzato in sua difesa. E’ proprio svolgendo questo compito che Nina cade vittima dei sicari della Mafia Rosario Vinci e Giulio Macrì che avevano come obiettivo quello di colpire Livia Scalise. Al maxi-processo, con la vittoria della Scalise, i due sicari, catturati precedentemente dagli uomini del X, vengono condannati alla pena dell’ergastolo.

Gius