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mercoledì 10 giugno 2015

SQUADRA MOBILE - considerazioni finali


Ecco la considerazione finale di noi ragazzi della redazione rispetto a Squadra Mobile.


LE CONSIDERAZIONI DI ISPY

La serie inizia leggermente zoppicante. E' sì che il vecchio ed il nuovo pubblico dovevano entrare nell'ottica di Squadra Mobile, e chi ha fatto più fatica è sicuramente il vecchio fan della serie madre, quindi è occorsa qualche puntata prima di ambientarsi, come è normale che fosse. I casi di puntata sono sicuramente molto seguibili rispetto alle ultime due stagioni di Distretto, ma che non vengono approfonditi quando questi vengono risolti. Al Decimo Tuscolano il lieto fine sui casi di puntata era quasi liturgia, e spesso gli agenti continuavano a discutervi e ad aggiornarsi anche dopo l'indagine, mentre in Squadra Mobile vige la regola: risolto il caso, ne viene subito un altro.

Sostanzialmente l'approccio di Squadra Mobile rispetto i casi di puntata è molto più realistico, poiché una Questura non può crogiolarsi in un'indagine anche dopo che questa, in qualche modo, è stata portata a termine, e la dinamicità della Squadra, nonché mobile, proietta gli agenti verso quelle sono le disparate chiamate ed interventi che li richiedono ovunque.

Nulla da ridire sul cast artistico che, visto le poche puntate e anche un minutaggio minore rispetto gli episodi di puntata, non è stato possibile sviscerare per bene le loro storie, si veda tipo il passato di Riccardo Pisi (Marco Rossetti), o di Robera Cruciani (Elena Di Cioccio) per fare un esempio... ed è per questo che una seconda stagione potrebbe ben sviluppare ormai questo banchetto ben apparecchiato. Spiccano comunque attori già noti come Antonio Catania nei panni di Sandro Vitale, nulla d'aggiungere su Giorgio Tirabassi che è una garanzia assicurata, ma son risultati molto piacevoli e credibili i personaggi di Giacomo Polena (Pippo Crotti) e di Isabella D'Amato (Valeria Bilello), due caratteri differenti ma che racchiudono quel vissuto così comune e caratterizzante della vita di ognuno, ancora più amplificato nei panni di un poliziotto.

Sulla parte tecnica, dalla regia di Alexis Sweet mi sarei atteso riprese meno dinamiche e barcollanti, soprattutto all'interno della Questura, e rivedrei anche l'illuminazione del set, che sembra piuttosto una spa che degli uffici di polizia; ho nostalgia di quei filtri bluastri del Decimo Tuscolano, che largivano all'ambiente un aspetto molto più d'ufficio.

Le puntate hanno percorso una vera e propria parabola ascendente, conferendo un'identità alla serie settimana dopo settimana, riuscendo a mantenere una linea gialla senza trame vuote o particolari lentezze, toccando l'acme all'ultima puntata che è stata scritta e diretta in maniera impeccabile. Ovviamente ora l'attenzione è rivolta tutta alla seconda stagione, che dovrebbe entrare in produzione dopo l'estate.

Ispy 2.0





LE CONSIDERAZIONI DI MIKIMOZ

E così la prima stagione di Squadra Mobile è giunta al termine.
Ero partito con le migliori intenzioni, anche perché rivedere il mondo di Distretto di Polizia era un regalo e un sogno che si avveravano, dopo il brusco (e brutto) finale di serie avvenuto nella stagione 2011/2012.
Squadra Mobile ci ha messo un po' a carburare, è innegabile. Anche se i primi episodi non sono mai stati noiosi e brutti, c'era qualcosa che non quadrava del tutto. Poi, dalla metà della serie in poi, è stato sempre più come vedere una delle prime stagioni di Distretto -con le dovute varie differenze, sia chiaro-.
Tutto è divenuto familiare, tra ambienti e personaggi. Forse era solo questione di tempo, ma la sensazione che i primi episodi siano stati un po' tirati via solo per dare un senso allo svolgimento della trama non me lo toglie nessuno.

Ho apprezzato molto il senso di disillusione che pervade la serie nei casi affrontati; un po' meno il poco coinvolgimento emotivo provato durante alcuni di questi (come se il finale fosse mozzato, vedi la storia di Elisa, la ragazza tenuta prigioniera nella stanza segreta o quello di Luigi, ristoratore finito in ospedale di cui non si è saputo più niente).

Ho apprezzato anche la cura con cui hanno trattato il passato, anche se non condivido alcune delle scelte fatte.
Ad esempio, trovo inutile aver aumentato l'età di Maura, che poteva benissimo frequentare un liceo privato fuori Roma (tipo Socio Pedagogico, con psicologia tra le materie) e fare quello che comunque ha fatto, ossia cercare la verità sulla madre. L'averle alzato l'età da 14 a 20 anni non ha senso, e la stessa attrice ha interpretato una liceale in un telefilm del 2015, quindi non era poco credibile in quei panni.
Avrei utilizzato maggiormente la figura di Parmesan, magari facendo sì che fosse lui a dire a Maura la verità su Angela. Avrei anche coinvolto il buon Antonio in un caso, visto che comunque gestisce un'agenzia investigativa.
Marcello, per il cui padre hanno usato un attore che aveva già avuto un ruolo di rilievo in Distretto 1 e 2, lo avrei reso figlio proprio di Di Francesco, procuratore con cui Ardenzi aveva lavorato (la trama sarebbe rimasta invariata, e sarebbe stata più coerente col passato di Roberto: comprensibile a chiunque, ma piccolo fanservice per chi ha sempre seguito la serie-madre).

I nuovi personaggi mi sono piaciuti tutti, anche se nei primi episodi sono stati raccontati poco nel privato. Speriamo che in futuro ci sia più spazio per questo aspetto, senza la frenesia di una vita in Questura che spesso sembra un mestiere da androidi. Mi piacerebbe vedere Roberta mangiare due maccheroni, Giacomo farsi un panino e così via. Questo è uno dei trucchi per rendere credibilissimi personaggi che comunque sono già fortunatamente avvertiti come "persone di tutti i giorni".
Il test iniziale è terminato e lo hanno passato tutti a voti alti, ora dovrebbe esserci meno ansia da prestazione da parte della produzione. Credo che comunque la sfida tra Ardenzi e Sabatini sia già entrata nell'immaginario collettivo della nuova serialità italiana, un elemento che può essere ancora sfruttato, basta che non scada nel ridicolo come per Rosy Abate.

Buon lavoro per la seconda stagione, e se rientrasse Mauro Belli sarebbe ottimo (senza nulla togliere ai bravissimi attori nuovi).

Moz-

3 commenti:

  1. Allora...che dire....inizialmente sono rimasta spiazzata a parte l' adrenalina nel rivedere Parmesan...ci sono state troppe inesattezze dal mettere foto recenti di Carlotta Natoli, ossia Angela tra le foto di Mauretta, così come ci sono state inesattezze sulle date della morte sempre di Angela....i primi casi di puntata non avevano un coinvolgimento tutto troppo veloce, mi sono appassionata al caso dei cinesi, ma non si può creare un caso su Elisa ad esempio e non farci sapere perchè era stata rapita e come, così come avrei gradito le scuse del papà di Marcello a Roberto.Scene degli interni della Questura da rivedere, illuminazione troppo forte, paesaggio che sa di finto, quello alla finestra e tutto si svolge troppo velocemente.Darei piu' spazio a Pippo Crotti che secondo me ha un potenziale anche come attore drammatico, e poco sappiamo della Cruciani...insomma date piu' spoazio alle storie dei personaggi perchè in fin dei conti il pubblico si appassiona ai personaggi grazie alle storie, al loro vissuto.Promosso a pieni voti Antonio Catania ma mi piacerebbe sapere dov' è la moglie...nulla è stato detto in merito...cioè questi poliziotti facciamoli avere una vita sociale....Mauretta mi è sembrata una pazza isterica all' inizio addirittura picchiare il fidanzato mi pare troppo...insomma io avrei preferito una Mauretta in età adolescenziale, alle prese con i primi amori, con Roberto magari geloso, una Mauretta alle prese con le prime serate in discoteca,insomma qualcosa di piu' leggero...invece l' abbiamo ritrovata adulta e acida....

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  2. Spero che Mauro ritorni, e spero che la produzione, qualora che Mauro ritornasse, facesse tornare altri camei di distretto di polzia, mi sembra il minimo, anche se speravo che Mauro ritornasse in distretto. Per il resto la fine è stata un pò deludente, devo ammettere che però la frase "offensiva "di Sabatini nei confronti di Mauro, è valso il prezzo del biglietto, come si dice in questi casi. Bè spero in una seconda serie migliore e più lunga, i 26 episodi di distretto, non sono mai stati lunghi e noiosi, apparte l'undicesima stagione. Dai Maurè, ritorna!!!!!

    Luca_

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  3. Credo che la serie sia stata ben costruita, è cresciuta nel tempo insieme all'affezione per i suoi personaggi, ai quali ora siamo legati, e dei quali ci incuriosisce il futuro, soprattutto sentimentale.
    Certo, ci sono stati un pò di aspetti non definiti del tutto ed un pò troppo sbrigativi: la donna di Sabatini, dall'essere in procinto di partire con Enrique come fa a finire subito all'ospedale? chi la avvisa? e chi sono gli uomini con lei? non sembrano sudamericani, e poi l'idea che viene data è che loro due siano due fuggitivi solitari, chi sono queste persone ancora disposte a lavorare per loro? Anche la scena in cui Sabatini viene "liberato" da Enrique è poco sensata, saltano i fili logici. Questo solo per citarne alcuni e presupponendo che tutte le trame affettive verranno poi scandagliate nella seconda serie...
    A proposito di seconda serie, leggendo anche l'intervista a Giacomo non è ancora sicuro che venga girata: ci sono novità a riguardo?
    Di fatto, e mi duole dirlo, non ha fatto ascolti particolarmente alti, penso che DDP11 si assestasse su queste cifre se non mi sbaglio, e fu chiuso.
    Un caro saluto a tutti e grazie.
    Fabio

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